Martedi, 25 luglio 2017 - ORE:16:49

Avete i fianchi larghi? Allora forse siete più intelligenti

omega 3

fianchi larghi

Tutta questione di grasso giusto

Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Pittsburgh, le donne con i fianchi larghi e la vita sottile non solo sono più intelligenti della media, ma anche i loro figli lo sono. In particolare, sembra che un rapporto tra la circonferenza vita e quella dei fianchi inferiore a 0,7 sia indice di intelligenza maggiore.

Questo è dovuto al tipo di grasso che si accumula su glutei e cosce, cioè l’omega-3, molto diverso dall’omega-6 che invece tende a depositarsi sull’addome. Gli acidi grassi omega-3, infatti, sono collegati con i processi di sviluppo cerebrale e con l’aumento delle facoltà cognitive e mnemoniche, mentre gli omega 6 svolgono l’azione opposta risultando quindi nocivi.

Gli omega-3 sono acidi grassi che devono il loro nome alla posizione del primo doppio legame; all’interno di questa famiglia l’acido docosaesaenoico (DHA) sembra essere molto importante per favorire la sintesi dei fosfolipidi a livello cerebrale e soprattutto oculare. I fosfolipidi sono i componenti fondamentali delle membrane cellulari, e a livello neuronale favoriscono la comunicazione tra neuroni.

Inoltre, durante la gravidanza la quantità di DHA che il feto riceve dipende solo dalla quantità di omega-3 assunta dalla madre, motivo per cui una dieta ricca di pesce è molto importante per lo sviluppo fetale.

Gli effetti dell’omega-3

I ricercatori della University of South Dakota a Sioux Falls, coordinati dal dott. James V. Pottala hanno misurato il volume cerebrale di 1’111 donne attraverso risonanza magnetica, rivelando che le donne con alti livelli di omega 3 nel sangue presentavano un volume cerebrale maggiore rispetto a quelle con bassi livelli; inoltre, era maggiore anche il volume dell’ippocampo, la regione implicata nella memoria.

Assumere omega-3 quindi ritarderebbe gli effetti dell’invecchiamento cellulare sui neuroni, mantenendo il cervello più attivo e funzionante e proteggendolo dall’Alzheimer.

Bassi livelli di DHA sono stati inoltre associati a perdita di memoria, disturbo bipolare, difficoltà di apprendimento e soprattutto a depressione, dato che gli acidi omega-3 aumentano i livelli di serotonina, l’ormone “del buonumore”.

Per finire, gli omega 3 contribuiscono anche al benessere del nostro apparato cardiovascolare regolando la pressione arteriosa e prevenendo l’infarto.

Quali cibi mangiare

Per il bene del nostro cervello, quindi, sono consigliati alimenti che contengono acidi grassi omega-3, come pesce (soprattutto acciughe, salmone e sardine), semi e olio di lino, noci e frutta secca.

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