Giovedi, 22 giugno 2017 - ORE:01:54

Anche la flora batterica si trapianta

flora batterica

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Come agisce la flora batterica?

Ormai da anni si sa che all’interno del nostro intestino troviamo una grande riserva di batteri, che nel complesso prende il nome di “flora batterica intestinale”; quello che sta emergendo negli ultimi tempi, invece, è il ruolo che questa flora svolge nel nostro organismo.
La flora batterica, o microbiota, si sviluppa dopo la nascita in seguito a stimoli ambientali, come l’allattamento o addirittura il tipo di parto, e continua a modificarsi durante la nostra vita, svolgendo funzioni metaboliche e protettive. I batteri intestinali, infatti, favoriscono la digestione di sostanze complesse non altrimenti assorbibili, come alcuni carboidrati di origine vegetali, contribuiscono alla sintesi di proteine come la vitamina K, fondamentale nei processi di coagulazione del sangue, e regolano i processi immunitari.
Interessante è quest’ultima funzione: il microbiota influenza lo sviluppo normale del sistema immunitario della mucosa del tratto gastro intestinale e limita la azione dei batteri patogeni. Ad esempio, sono proprio i nostri batteri a favorire la espulsione con le feci di alcune specie di Salmonella, impedendo loro di provocare enterite una volta ingerite.

flora

Cosa succede quando la flora batterica non funziona?

Una dieta scorretta, lo stress e soprattutto l’abuso di antibiotici (abitudine purtroppo diffusa) possono modificare il microbiota con conseguenze anche gravi sul nostro organismo.
Se la flora si altera i batteri “buoni” (per sapere di più su una dieta sana clicca qui) non riescono più a contrastare quelli patogeni che provengono dall’ambiente esterno, e questo aumenta notevolmente la probabilità di infiammazioni intestinali e quindi di malattie come la colite (che si manifesta con dolori addominali violenti, feci liquide, nausea, vomito e febbre).
I disturbi di una colite tendono a esaurirsi nel giro di 1-2 giorni, perciò non è particolarmente preoccupante, ma in qualche caso può diventare cronica, con un quadro clinico invece grave.

Una nuova soluzione: il trapianto

Una soluzione innovativa a questo problema è il trapianto di flora batterica, che è stato eseguito per la prima volta in Italia nel giugno 2013 all’ospedale Luigi Sacco di Milano. Come un cuore che non funziona, anche la flora batterica alterata può essere sostituita: materiale fecale prelevato da un donatore e opportunamente trattato viene immesso nel colon del paziente tramite colonscopia. I risultati sono eccellenti: 80-90% di guarigione contro il 20-30% della terapia antibiotica [da “La Repubblica” 24/09/2013], che risulta invece inefficace nel caso di colite provocata da Clostridium difficile.
La Fda (Food and Drug Administration) statunitense ha comunicato che regolerà il trapianto fecale come farmaco biologico; la procedura è ancora agli inizi ma, visti i risultati promettenti, possiamo sperare che in futuro sempre più malattie intestinali trovino una cura.



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