Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:07:22

Neuroni che combattono il disturbo d’ansia

ippocampo

disturbo d'ansia

L’ippocampo e la memoria

Nei lobi temporali del nostro cervello si trova una curiosa struttura a forma di S: l’ippocampo. Questo è stato oggetto di molti studi in passato per il suo ruolo nei processi mnemonici, in particolare nel processo di creazione dei ricordi; famoso fu il caso del paziente H.M. che a seguito di una asportazione bilaterale dell’ippocampo aveva perso completamente la capacità di formare nuovi ricordi ma manteneva intatta la memoria relativa a fatti avvenuti prima dell’operazione. Nuovi studi stanno delineando un nuovo ruolo delle cellule ippocampali nel campo dei disturbi d’ansia.

Neurogenesi nel giro dentato

L’ippocampo è composto anatomicamente da varie parti, di cui una, che prende il nome di giro dentato, è particolarmente interessante, in quanto sito di neurogenesi. La neurogenesi, cioè la nascita di nuovi neuroni, è infatti un processo strettamente limitato al giro dentato e alla corteccia olfattiva, mentre nel resto del cervello la possibilità di una generazione neuronale è finora stata esclusa.

Qual è il ruolo di questi nuovi neuroni quindi? A che cosa serve la loro rigenerazione? Gli scienziati hanno scoperto che i nuovi neuroni hanno un ruolo nel permetterci di registrare i vari ricordi in modo separato l’uno dall’altro, permettendoci di distinguerli tra loro.

Come distinguiamo i ricordi

Ricercatori della Columbia University hanno studiato il ruolo di queste cellule sui topi: quando i topi venivamo messi in una gabbia ricevevano una leggera scossa alle zampe, che faceva provare loro paura quando venivano successivamente rimessi nella stessa gabbia. Inserendoli in un’altra gabbia, identica alla precedente tranne per qualche particolare, ad esempio l’odore, gli animali mostravano una reazione di paura anche se non era dato loro nessuno stimolo elettrico. Con il tempo, i topolini hanno però imparato a distinguere le due gabbie, formandosi quindi ricordi distinti.

I nuovi neuroni che si sono formati, infatti, mandano stimoli ad altri neuroni inibitori del giro dentato, smorzando l’attività dei neuroni maturi connessi al ricordo della gabbia con la scossa.

Se negli stessi topi veniva però abolita la neurogenesi ippocampale, la distinzione tra i due ricordi diventava più difficile se non impossibile: in assenza di nuovi neuroni, infatti, i due ricordi si fondevano, mescolando esperienze passate (la gabbia con la scossa) con quelle presenti (la gabbia senza scossa).

ippocampo

Applicazioni nell’uomo: il disturbo d’ansia

Nell’uomo questi studi trovano applicazione nei soggetti con disturbi d’ansia, come il disturbo post-traumatico da stress, tipico dei veterani di guerra. Una persona qualsiasi quando avverte un boato tende a trasalire per poi tornare alle sue attività; un veterano di guerra con questo disturbo può confondere il boato avvertito nel presente con il ricordo del boato provocato da una esplosione che ha sentito in passato, entrando nel panico.

Favorire la neurogenesi ippocampale attraverso farmaci ad hoc sembra essere quindi un buon metodo per arginare la fusione presente-passato in questi soggetti e quindi il disturbo d’ansia associato.



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