Sabato, 24 giugno 2017 - ORE:10:45

Il ritorno della poliomielite

poliomielite

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Un piccolo virus…

Poliovirus è un piccolo virus, appena 30 nanometri di diametro, che si trasmette all’uomo per via oro-fecale, cioè attraverso la ingestione di cibo o acqua contaminati con secrezioni umane come le feci; questo già ci dice come diminuendo il tenore igienico aumentino le probabilità di contrarre l’infezione.

Una volta ingerito, il virus entra nel tratto gastrointestinale, aderisce alle sue cellule e penetra in profondità guadagnandosi l’accesso al circolo sanguigno. Nel 99% dei casi tuttavia il virus non è così dannoso, in quanto provoca solo sintomi simil-influenzali e autolimitanti; nell’1% dei casi che rimane, però, il virus ha effetti devastanti.

…con grandi conseguenze: la Poliomielite

Se riesce a penetrare all’interno dei nervi periferici, infatti, attraverso questi raggiunge soprattutto midollo spinale e tronco encefalico, provocando la morte neuronale. Se viene colpito il midollo spinale, viene a mancare l’innervazione muscolare: i muscoli diventano quindi atrofici, l’arto flaccido, e infine si instaura una paralisi irreversibile che nei casi gravi può condurre anche alla paraplegia.

Se viene colpito invece il tronco encefalico, struttura cerebrale all’interno della quale si trovano alcuni dei più importanti sistemi di regolazione delle funzionalità dell’organismo, vengono colpiti i nervi cranici e quindi si instaurano difficoltà di respirazione, deglutizione e parola (molti bambini venivano inseriti in respiratori artificiali per mantenerli in vita).

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La preoccupazione dell’OMS

Nel 2012 l’Europa è stata finalmente dichiarata “polio-free” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, traguardo reso possibile dalla creazione di una vaccinazione efficace. Tuttavia negli ultimi mesi sembra possibile una inversione di tendenza: il 5 maggio 2014 l’OMS ha decretato lo stato di allerta  in seguito all’aumento vertiginoso dei casi registrati dall’inizio dell’anno in vari paesi del mondo, tra cui spiccano Pakistan, Cameroon e Siria.

“After discussion and deliberation on the information provided, and in the context of the global polio eradication initiative, the Committee advised that the international spread of polio to date in 2014 constitutes an ‘extraordinary event’ and a public health risk to other States for which a coordinated international response is essential.”

Questi stati devono pertanto impegnarsi a dichiarare l’interruzione della trasmissione della malattia una emergenza nazionale e ad assicurare che ogni viaggiatore, in ingresso o in uscita dal paese, riceva una dose di vaccino.

Vaccinare è difficile

Nel 2013 l’UNICEF e l’OMS hanno stanziato 39 milioni di dollari per la più grande campagna di vaccinazioni mai organizzata nel Medio Oriente, che mira a vaccinare contro la poliomielite più di 23 milioni di bambini in Siria e negli Stati limitrofi; tuttavia, la campagna di vaccinazione in questi paesi, afflitti da guerre e povertà dilagante, è una vera e propria impresa:

«Per eradicare la polio, dobbiamo eliminare i problemi che compromettono il raggiungimento dei bambini. Chiediamo a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria di cooperare e facilitare qualche tregua, nell’arco dei prossimi 6 mesi, per portare a termine la campagna e raggiungere tutti i bambini.» – Ala Alwan, Direttore dell’OMS per la regione Mediterraneo e Medio Oriente.

Per eradicare definitivamente la polio quindi serve l’aiuto di tutti: delle fazioni in guerra, che smettano di rivolgere le loro armi contro gli operatori sanitari, e dei civili, che anche da casa spendano qualche minuto e qualche centesimo per regalare un vaccino a chi non ha un ospedale dietro casa.



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