Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:07:24

Segni zodiacali: dov’è la verità?


Segni zodiacali

Segni zodiacali: dove’è la verità?

Quando la mattina accendiamo la radio arriva il fatidico momento dell’Oroscopo, una voce ci dice che avremo o meno una buona giornata a seconda dell’influenza dei pianeti, ci dirà che siamo o meno suscettibili o spendaccioni, e quello che viene in mente durante l’ascolto di queste ”predizioni da quattro soldi” è: ma dov’è la verità? Cioè, come fanno a saperlo? Sarà vero o è soltanto uno dei tanti miti che ci propinano nel mondo d’oggi? Ebbene, Peter Hartmann, un ricercatore del dipartimento di psicologia dell’Università danese di Aarhus, ha condotto un particolare studio sui legami tra le caratteristiche dell’uomo e l’astrologia. Secondo lo studio ci sono poche, se non inesistenti, correlazioni tra le caratteristiche delle persone e i segni dello zodiaco.

Nella ricerca, pubblicata nel maggio 2006 nel numero di Personality and Individual Differences, Hartmann afferma: “Quando consideriamo i parametri standard scientifici e li rapportiamo ai segni dello zodiaco, emerge chiaramente che c’è pochissima, o forse nessuna, verità nei segni zodiacali. Questo non significa necessariamente che tutta l’astrologia sia priva di fondo di verità, ma solo che l’effetto dei segni zodiacali è quasi certamente irrilevante. Secondo la scienza corrente, c’è più verità nelle vignette comiche che nell’oroscopo settimanale, basato unicamente sui segni astrologici“.

Per arrivare a questo rapporto Hartmann e i suoi colleghi hanno utilizzato l’analisi computerizzata e metodi statistici per studiare un possibile collegamento astrologico tra più di 15 mila individui, selezionati tra due diverse fonti.

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Gli studi di Hartmann e Geoffrey Dean

La prima è stata lo studio sull’esperienza della guerra del Vietnam, che ha acquisito informazioni sull’intelligenza, la personalità e la data di nascita dei veterani. La seconda è stata uno studio sulla gioventù del 1979 che ha raccolto dati sull’intelligenza e la data di nascita di uomini e donne tra i 15 e i 24 anni. Se fosse esistita una connessione su un campione superiore al 5%, allora la teoria sarebbe stata considerata valida. Gli scienziati non hanno trovato nessuna relazione tra la data e l’ora di nascita di un individuo e la sua personalità. Comunque, la ricerca ha determinato che le persone facenti parte dello studio sul Vietnam nati tra luglio e dicembre erano leggermente più intelligenti (si parla di meno di un punto di Q.I.) rispetto ai nati tra gennaio e giugno.

Geoffrey Dean, uno studioso di astrologia, ha effettuato, poi, un’ulteriore ricerca su 2000 persone nate a pochi minuti di distanza dall’altra.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Consciousness Studies, ha riguardato più di 100 diverse caratteristiche come il Q.I., l’ansietà, il carattere, lo stato sociale e civile. Dean è giunto allo stesso risultato del team di Hartmann: la data di nascita non influisce sulla personalità di un individuo.

I ricercatori, in ogni modo, sono del parere che una diversa forma di astrologia, più dettagliata, personalizzata e mirata, possa avere una qualche validità.



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