Sabato, 27 maggio 2017 - ORE:21:28

I sintomi del cancro: il secondo falso mito

falsi miti sul cancro

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Il secondo falso mito riguarda i sintomi del cancro

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del primo falso mito sul cancro. Oggi invece andiamo ad affrontare il secondo: non tutti i tumori sono accompagnati da sintomi chiari e definiti, ma piuttosto da situazioni di malessere che devono allarmare l’individuo. Accorgersi di un tumore quando è nelle fasi iniziali, infatti, aumenta notevolmente le possibilità di guarigione.

Ogni disturbo avvertito va quindi prontamente riferito al proprio medico, che valuterà se è il caso di fare analisi più approfondite.

Tra i tumori con incidenza maggiore al mondo troviamo quelli della mammella, con 990.000 casi all’anno, e della prostata, con 536.276 casi all’anno: riconoscere in tempo i loro sintomi può ridurre notevolmente non solo il numero dei casi, cioè la incidenza, ma soprattutto la mortalità.

Tumore alla mammella

La mammella è una ghiandola esocrina, cioè una ghiandola che riversa il suo secreto – il latte – all’esterno del corpo: è formata da vari lobuli, che nella donna incinta producono il latte, e da un dotto che collega ogni lobulo al capezzolo, il tutto circondato da tessuto adiposo.

Il tumore insorge quando alcune cellule della ghiandola, appartenenti ai dotti o ai lobuli, cominciano a moltiplicarsi in modo incontrollato, formando degli ammassi detti noduli, palpabili o addirittura visibili attraverso la pelle. Questi noduli sono la prima spia di un tumore al seno, ma non sono i soli: altri indizi possono essere dolore localizzato e persistente e secrezioni dal capezzolo.

È importante che ogni donna o uomo (ebbene sì, esiste anche il tumore alla mammella maschile) che avverte questi sintomi si rivolga immediatamente ad uno specialista: ribadiamo che solo riconoscendo i sintomi iniziali è possibile intervenire in tempo.

Tumore alla prostata

Stesso discorso vale per il tumore alla prostata, uno dei tumori più frequenti e anche più mortali per gli uomini.

La prostata è una piccola ghiandola a forma di castagna che si trova adagiata sul fondo della pelvi, proprio al di sotto della vescica; al suo interno passano sia l’uretra, il canale per l’urina proveniente dalla vescica, che i dotti eiaculatori, che trasportano la parte liquida dello sperma e originano dalle vescichette seminali.

Anche in questo caso il tumore origina dalla replicazione incontrollata delle cellule prostatiche: se la prostata si ingrandisce, andrà a comprimere l’uretra e i dotti che scorrono al suo interno, provocando sintomi come difficoltà a urinare, dolore e presenza di sangue o sperma nelle urine. Sono situazioni spesso imbarazzanti per gli uomini, ma l’imbarazzo non deve mai avere la meglio quando in gioco c’è la vita.

Attenzione al nostro corpo

Questi sono solo due esempi, ma il principio vale per qualunque tipo di tumore. Quando l’organismo sembra non funzionare come deve, non aspettare mai che sia troppo tardi: fare caso ai segni che il nostro corpo ci manda è il primo passo per evitare che una situazione risolvibile, se scoperta in tempo, si trasformi molte volte in irrimediabilmente fatale.



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