Mercoledi, 23 agosto 2017 - ORE:03:37

Terapia del dolore: a Pisa una struttura specializzata e molte ricerche in corso d’opera


Il dolore è un’esperienza che accompagna la vita di ciascuno di noi: talvolta si supera, talvolta è necessario sottoporvisi, talaltra bisogna affrontarlo ed imparare a conviverci. Alcuni medici e psicologi si sono fatti carico di queste esperienze da un punto di vista clinico ma anche sociale, ponendosi un obiettivo: ridurre – se non definitivamente azzerare – il dolore dei pazienti, riconferire loro dignità e far loro ristabilire un rapporto pacifico sia con la propria persona fisica, sia con la percezione di sé, sia con il resto del loro mondo.

Già, il dolore infatti non è una malattia come tante altre. Anzi, non è proprio una malattia: talvolta si manifesta in seguito a processi patologici – lesioni, infiammazioni –, mentre in qualche caso esso può comunque manifestarsi come evento ricorrente oppure innescato da stimoli particolari, primo fra tutti lo stress. Se il dolore non è una vera e propria malattia, lo si può curare? In che ambito e fino a che livello coinvolge il medico?

Associazioni quali la Joint Commission on Accreditation of Health Care Organization ( JCAHO ) e la Veterans Health Administration hanno cercato di far chiarezza, da un punto di vista bioetico, sulla questione del dolore, inserendolo come quinto parametro vitale insieme a temperatura, pressione arteriosa, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria.

Spetta dunque al medico prendersi cura del paziente anche per una degenza in ospedale accompagnata dal minimo dolore necessario. Tale dovere deontologico implica necessariamente la rivalutazione del dolore anche come standard della dignità del paziente: per questo scopo sorgono strutture ospedaliere specializzate e addirittura corsi di formazione nelle professioni sanitarie ed in quella medica focalizzati sulla terapia del dolore.
Nella città di Pisa sta espandendosi il “ Progetto Dolore “, coordinato dal Professor Franco Mosca, presidente della Fondazione Arpa: “ La Fondazione è molto attenta alla lotta contro il dolore, che umilia l’essere umano. “ ha dichiarato Mosca.

Le ricerche, muovendosi da preesistenti lavori condotti dai Professori Barale e Poli, consentiranno in breve tempo di evidenziare geneticamente la risposta individuale del paziente alla morfina: la personalizzazione della terapia del dolore è la nuova frontiera di questa branca della Medicina. I pazienti rispondono infatti in modo diverso a farmaci palliativi uguali, sperimentando addirittura dolore – e sollievo dal dolore – in modo e misura diversi in occasione di stimoli e terapie identici.

Il dolore, oltre che difficile da descrivere – pungente, urente, raschiante –, è anche difficile da quantificare per il medico. Ha inoltre diverse origini biologiche e diverse vie fisiopatologiche di trasmissione, di cui il terapista del dolore deve sempre tener di conto.

Al “ Progetto Dolore “ del Professor Mosca sono stati affiancati anche un “ progetto musica “, che prevede l’esibizione, all’interno delle strutture terapiche, di quattro strumentisti di musica da camera di fronte ai pazienti ed ai loro familiari, nonché un progetto “ lettura in corsia “, nel quale studenti volontari dell’ultimo anno di liceo leggono poesie a scelta dei degenti.

L’Hospice per le cure palliative, fondato a Pisa a Marzo del 2009, offre servizi di terapie antalgiche e di supporto specializzate, curando meticolosamente anche il frangente delle cure domiciliari.



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