Domenica, 20 agosto 2017 - ORE:05:58

Vernici che riducono lo smog


L’inquinamento atmosferico è un problema di interesse mondiale, ma nonostante tutte le iniziative per sensibilizzare la popolazione e tentare di ridurlo, ancora non se ne vede via d’uscita.

Da un lato il problema dell’inquinamento ci preoccupa, sia per la nostra salute sia per il futuro del nostro pianeta, dall’altro ci resta ancora difficile abbandonare le nostre abitudini più “comode” e stentiamo a lasciare a casa la macchina in favore di qualche altro mezzo meno inquinante; d’altro canto molte città, soprattutto in Italia, non sono ancora attrezzate per permettere una circolazione di mezzi alternativi, i quali ancora oggi, nonostante abbiano visto un aumento della loro diffusione, non si può certo dire che abbiano raggiunto la diffusione di massa. Le nostre amministrazioni stanno ancora cercando un modo per far fronte all’altissima concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria delle nostre città, ma per il momento, uno dei metodi più efficaci si è rivelato essere il famoso, e spesso odiato “blocco del traffico”, che a quanto pare però non è ancora sufficiente.

Ma un modo per far fronte a questo problema senza sconvolgere la fisionomia delle nostre città e le nostre più radicate abitudini, esiste? Sì, ed è il disinquinamento passivo permesso da vernici e materiali edili che trasformano gli agenti inquinanti nocivi in sostanze solubili e completamente inerti.

Si chiamano materiali fotocatalitici e la loro caratteristica è quella di contenere diossido di Titanio (TiO2), il quale a contatto con energia luminosa, solare o artificiale, attiva un processo fotocatalitico, che porta alla distruzione di sostanze inquinanti , come il biossido d’azoto, monossido di carbonio, polveri sottili e benzene, assorbite dalle superfici, trasformandole in sali minerali e nitrati, sostanze innocue e solubili in acqua. Secondo le stime del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) una superficie attiva di 1 m2 depura – al 90% – 1 m3 di aria in 45 secondi, ovvero 1 m3 di superficie attiva rimuove il 90% dell’inquinamento contenuto in 80 m3 cubi di aria in appena 1 ora.

Essere disinquinanti non è l’unica proprietà che hanno, anzi essi sono anche superidrofili, quindi consentono la creazione di superfici resistenti alla muffa e alla proliferazioni di funghi, e non solo, sono anche autopulenti e autosanitanti, in quanto l’energia luminosa innesca anche processi battericidi.

Quindi l’impiego di materiali edili come intonaco, malta, cemento e di rivestimenti fotocatalitici nelle nostre città ci consentirebbe non solo di avere città più pulite e meno inquinate, ma anche più belle, libere dall’abbruttimento degli superfici esterne dovuto all’accumulo di composti organici e smog. Senza considerare che permetterebbe di salvaguardare tutti quegli edifici e manufatti architettonici di interesse artistico-culturale che rendono tanto famoso il nostro paese.

Vernici e pavimentazioni di questo tipo, grazie alle loro proprietà antibatteriche, ridurrebbero la presenza di germi e batteri in ambienti pubblici come scuole e ospedali, palestre e piscine; infine, il loro uso nelle abitazioni private risolverebbe il problema della formazione di muffe e macchie di umidità, della deposizione dei grassi di cottura sulle pareti, e di conseguenza diminuirebbe anche il bisogno di manutenzione e di ritocchi.

Avremo delle città più pulite? Aria più sana? Sono quesiti ancora senza risposta, perché il mercato dei prodotti fotocatalitci è sì in forte crescita, sia in Italia che all’estero, ma purtroppo sono ancora poco conosciuti.

La loro diffusione su larga scala dipenderà dalle decisioni delle nostre amministrazioni, nazionali e locali, e dalle scelte di ognuno di noi.



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