Mercoledi, 18 ottobre 2017 - ORE:11:22

Clonazione: in Giappone si copia un topo 26 volte


Clonazione

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Clonazione nella storia

La clonazione non è un argomento nuovo, infatti questo termine ci riporta alla mente l’esperimento  degli Scozzesi che avevano clonato con successo una pecora ottenendo il 5 Luglio del 1996  la famosa Dolly che visse per 7 anni e morì per complicazioni dovute, pare, a un invecchiamento precoce (le pecore hanno una vita media di 10-12 anni).

Dov’è allora la novità? Dolly è l’unico esemplare riuscito di vari tentativi, ma il Giappone è riuscito a ottenere 26 copie perfettamente sane di un unico topo: sono copie identiche all’originale.

Clonazione : in Giappone si copia un topo 26 volte

La sperimentazione è stata avviata 7 anni fa dall’equipe giapponese di Teruhiko Wakayama, del centro Riken per la biologia dello sviluppo, ottenendo in totale 598 topi uguali fra loro, usando la tecnica di Honolulu. Il metodo consiste  nella clonazione ripetuta in serie a partire dall’ultimo animale riprodotto; la tecnica di base è il transfer nucleare delle cellule somatiche: viene inserito materiale genetico prelevato dall’esemplare da clonare in un ovocita enucleato della stessa specie, che viene quindi impiantato nell’utero di una femmina. In questo caso l’operazione è stata ripetuta a catena, sempre partendo dall’ultimo clone.
L’operazione comporta quindi esemplari identici che riescono a riprodursi. Sono state comunque notate alcune anomalie, ma non sono gravi, ma poche e irrilevanti: alcuni hanno la placenta più grande e hanno piccole differenze che non influiscono assolutamente sulla vita degli animali.

Parla il professor Wakayama

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cell Stem Cell di Marzo, dove il professor Wakayama spiega : «Usiamo il topo come sistema modello per studiare la clonazione sotto una gamma di condizioni sperimentali, con lo scopo di raggiungere miglioramenti nella procedura. Otteniamo così una migliore comprensione dei meccanismi di programmazione e analizziamo la proprietà delle cellule staminali embrionali derivate, attraverso il transfer nucleare somatico». Il professore continua: «Le coppie ottenute risultano praticamente identiche: l’ultimo topo creato conserva le stesse caratteristiche biologiche del primo, vivono lo stesso tempo e conservano normali capacità riproduttive.
Applicando i risultati da noi ottenuti, è possibile la riproduzione di massa di animali anche dopo la morte dell’individuo d’origine. Abbiamo aumentato il numero possibile di riproduzioni consentite».

Questo tipo di esperimenti è stato pensato per una possibile rigenerazione di organi o tessuti per i trapianti, ma il progredire delle ricerche potrebbe essere utile anche per clonare su vasta scala.



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