Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:16:51

L’Europa ci richiama: abortire è un diritto, essere obiettori di coscienza no

abortire è un diritto

abortire è un diritto

Abortire è un diritto di ogni donna

Donne abbandonate a se stesse nei bagni degli ospedali ad espellere feti morti, spesso anche per condizioni terapeutiche perché i nascituri sono affetti da malattie genetiche, ragazze lasciate ad aspettare delle ore per avere la pillola del giorno dopo per por ritrovarsi a mani vuote.

E’ brutto abortire, brutto perché si costringe il corpo a rifiutare una cosa per il quale è naturalmente portato, è brutto perché biologicamente ogni donna è portata ad essere madre, difficile a livello psicologico.
Eppure a volte è indispensabile: malattie genetiche, sindromi, ma anche condizioni di vita difficili per i genitori: donne sole, famiglie con stipendi troppo bassi per potersi permettere bambini o altri bambini, ragazze troppo giovani o che sono state abusate.
Dietro l’aborto non c’è solo il desiderio di non avere figli, ci sono tante situazioni personali che spesso non è nemmeno giusto far emergere o conoscere ad estranei.
In Italia, in questo ambito, riuscire a fare un aborto, o anche solo prendere la pillola del giorno dopo, è un gioco al massacro.

aborto

Spesso le donne vengono lasciate ad aspettare delle ore senza assistenza o con quella davvero inutile e dannosa di infermiere e infermieri che osservano e scrutano come se fossero gli unici portatori di sani principi, che condannano qualsiasi donna sia costretta a ricorrere a questa pratica come sgualdrina o poco di buono.
A volte i medici chiedono insistentemente perché, perchè, perché, non considerando che l’interruzione di gravidanza è già di per sé una pratica molto dura, e costringere una donna a farsi un ulteriore esame di coscienza spesso, a livello psicologico, è deleterio.

Prendere la pillola del giorno dopo è molto complicato e spesso, i medici più sadici, lasciano le poverette che ne hanno bisogno ultime nella lista di attesa, e consegnano la ricetta come se fosse un oggetto del desiderio o un nuovissimo paio di scarpe, giocando sul fatto che in quel momento la loro firma è indispensabile e la loro assistenza pure.
E’ cresciuto anche il numero di medici obiettori quelli che, per intenderci, pongono avanti la loro convinzione e i loro principi e non applicano la legge 194. Abusando e svalutando in questa maniera i diritti delle potenziali assisitite, che oltre ad essere già in una condizione vulnerabile e potenzialmente debole ( essendo appunto assisitite) si vedono defraudate di un diritto garantito per legge.

Fare un aborto, in questi casi, diventa un’odissea, che peggiora durante i cambi di turno ospedalieri, in cui le pazienti vengono lasciate sole a sbrigarsela per i fatti loro: un caso degli ultimi giorni ci narra di una donna affetta da una rara malattia genetica, costretta ad abortire al quinto mese di gravidanza e lasciata sola nel bagno di un ospedale romano ad espellere il bambino senza l’aiuto di nessuno.

L’Europa ci condanna

decido

Finalmente l’Europa è intervenuta e ci ha condannato: anteporre le proprie convinzioni ad un diritto individuale non è possibile e la 194 parla chiaroIndipendentemente dalle dichiarazioni di obiezione di coscienza, ogni struttura deve sempre garantire la possibilità di interrompere la gravidanza.

E per garantire si intende garantire: quindi assistere e supportare. Non rendere possibile e abbandonare.

La notizia ha già fatto il giro del web e come al solito ha alzato il solito polverone di commenti inutili e bigotti: chi propone leggi contro chi vuole applicare l’aborto, che inneggia all’omicidio di vite potenzialmente innocenti, che vuole iniziare una nuova caccia alla streghe e mettere al rogo le donne che vogliono o devono ricorrere all’interruzione di gravidanza.
“La gente per bene non deve essere costretta a ricorrere a pratiche disumane”.
Forse invece la gente per bene può lasciare pazienti in condizioni disumane sia dal punto di vista psicologico che igienico in un momento difficilissimo nella vita di una donna?
Forse il corpo femminile, già lapidato da secoli di costrizioni, da canoni di bellezza imposti e irreali, da mass-media che vogliono imporre un unico modo di essere seduttivo e miserevole, ha bisogno anche di questo?



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