Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:07:31

Felix Baumgartner riesce nel lancio stratosferico ed infrange il muro del suono


Non sarà forse il “giant leap for mankind ( il grande passo per l’umanità ) “  di Neil Armstrong nel 1969, ma un’altra importante pietra miliare è stata posta nella Storia dell’Uomo. Per l’appunto ieri, Domenica 14 Ottobre 2012, nei cieli di Roswell ( New Mexico ) il primo uomo della storia è asceso in alto, a più di 36000 metri – più precisamente 39060 – , a bordo di una capsula simile a quelle delle missioni spaziali per tentare un’impresa che toglie il fiato solamente a pronunciarla: infrangere la barriera del suono senza alcun ausilio meccanico.

I precedenti: 

Si convive da tempo con le velocità supersoniche, basti pensare agli aerei ad alta velocità ( emblematici i primi modelli, il russo Tupolev Tu – 144 e il francese Concorde rispettivamente del 1968 e del 1969 ), ma già anni prima della disponibilità di queste tecnologie a livello commerciale e civile degli uomini nutrivano il desiderio di raggiungere ed oltrepassare la velocità del suono privi di ausili meccanici, affidandosi dunque alla sola gravità terrestre. Per motivi di varia entità non si può raggiungere la velocità del suono ad altitudini troppo ridotte sulla Terra, ed è necessario spostarsi di diversi chilometri verso l’alto.

Joseph Kittinger, aviatore americano della USAF, si è infatti lanciato dalla stratosfera nel lontano 1960 tentando di sfondare il “muro del suono”. Il suo lancio è avvenuto da “soli“ 31 chilometri dal suolo,  durando la sua caduta libera 4 minuti e 36 secondi ( contro i 4′ 19” di Baumgartner ): egli detiene infatti il record di maggior durata di caduta libera mai effettuata dall’uomo, sebbene non sia riuscito a superare i fatidici 343,8 metri al secondo ( circa 1236 km/h, la velocità del suono in aria a 20 gradi Celsius ) e, nonostante Baumgartner abbia sbriciolato il record di Kittinger in fatto di altezza, è stato proprio lo stesso Kittinger a voler comunicare con lui dalla base a terra ieri pomeriggio.

I dati della missione e lo svolgimento:

La “ Red Bull Stratos “ – questo il nome della missione – prevedeva di far salire Felix Baumgartner, paracadutista austriaco nato a Salisburgo il 20 Aprile 1969, a bordo di una navicella pressurizzata e con temperatura e quantità di ossigeno adatte alla sopravvivenza dello stesso Baumgartner, trainata da una sorta di pallone aerostatico che procedeva a velocità piuttosto ridotta, alla mirabile altezza di 36576 metri, poi superati fino a raggiungere quota 39060 ( circa cinque volte il monte Everest! ). Da lì “ Fearless Felix “ ha aperto il portellone della capsula, che si è depressurizzata lentamente, mentre la tuta spaziale di cui Baumgartner è stato dotato cominciava a ricreare le condizioni ottimali al suo interno al fine di superare la missione. Baumgartner, attivata la riserva d’ossigeno di cui la tuta era dotata, disponeva di 10 minuti di autonomia per tornare a terra.

E così ha fatto: il portellone si apre, lui sgancia le cinture del sedile, si tira su e, in piedi sopra la Terra, distesa sotto di lui in tutta la sua grandezza, il suo splendore, la sua vastità, invia gli ultimi messaggi alla base a terra. “ I’m coming home “ dice facendo un cenno con la mano. Poi il tuffo nella stratosfera. Baumgartner comincia a scendere in condizioni ottimali, e dopo poco la velocità è già vertiginosamente elevata. Attimi di tensione: Felix comincia ad un tratto a girare su se stesso ( “ Temevo che non ce l’avrei fatta “, avrebbe esternato dopo l’arrivo a terra ), ma poi riesce a rimettersi in asse e raggiunge e supera la tanto agognata barriera del suono. La caduta libera è durata 4 minuti e 19 secondi, il resto della discesa è stata compiuta in decelerazione tramite un paracadute studiato per l’occasione. Intorno alle 20:15 ora italiana Felix Baumgartner tocca terra dopo un tuffo di 39060 metri dopo aver sfondato la barriera del suono, entrando quindi nella Storia per ben due meriti. Il lancio era stato rinviato già diverse volte per condizioni climatiche avverse – anche l’ora dell’ascesa di ieri è stata posticipata – ma alla fine, dopo ben due lanci preparatori in Marzo e Luglio 2012 rispettivamente da 21818 metri e 29460 metri, tutto si è potuto svolgere alla perfezione e la missione ha dato i frutti sperati.

Impressioni a caldo :

“ Quando sei lì in piedi in cima al mondo, diventi così umile che non pensi più a battere i record, non pensi ad ottenere dati scientifici. L’unica cosa che vuoi è di tornare vivo” – “ Ho potuto sentire l’aria costruire la sua barriera e poi io che la colpivo “ – “ In certi momenti è stato davvero brutale “ – “ A volte bisogna andare veramente in alto per vedere come siamo piccoli “ . Queste alcune delle prime esternazioni di Baumgartner subito dopo l’impresa, alla conferenza stampa prevista dopo il lancio.

Curiosità :

Baumgartner è nato lo stesso anno del rilascio del successo di David Bowie “ Space Oddity “, il 1969, anno in cui l’uomo ha messo per la prima volta piede sulla Luna. Destino o pura casualità?



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