Lunedi, 25 settembre 2017 - ORE:13:43

Museo delle invezioni fallite, l’uomo e i propri limiti


Nella vita ci hanno sempre insegnato che mai e poi mai bisogna mollare la presa verso i propri obbiettivi e il successo. C’è chi ne esce piu’ realizzato e chi meno. Questo d’altronde presuppone che a volte anche i meno realizzati riescano comunque nel loro piccolo a farsi venire straordinarie idee e spunti creativi fuori dal comune. La storia di Fritz Gall insegna che non bisogna mai darsi per vinti, in ogni tipo di circostanza.  Quando cadiamo e ci facciamo male in genere che reazione abbiamo? Ovviamente ci sentiamo abbattuti, e vorremmo non percepire il dolore fisico di una botta al ginocchio più che evidente. La stessa sensazione provata da Friz Gall, un’uomo dalle tante idee creative, un vero inventore con la lettera maiuscola, ma con una limitata visione concreta delle cose. Quest’inventore si sforzava tanto per capire cosa non andasse nelle sue creazioni, ma alla fine non riusciva a concludere quello che era sempre stato il suo obbiettivo primario: Portare a termine un’invenzione di pura genialità per poi, in un secondo momento, ottenere il meritato successo mediatico e scientifico. Forse proprio queste sue idee, estremamente improntate ad un visione più astratta che funzionale, lo hanno portato in un certo momento a mollare sul piano dell’invenzione. Nonostante questo, ha deciso che non era il momento di scoraggiarsi; in fondo le buone idee vengono a chiunque le sa trovare. Cosi senza indugio Friz Gall decide di prendere contatti con tutti gli inventori che come lui non erano riusciti ad raggiungere l’obbiettivo di creare qualcosa di utile e funzionale. Viene allestita in tempo record una fiera delle cosiddette  “invenzioni fallite“. Inizialmente scettico, Friz aveva dichiarato “Ci aspettavamo 20 o 30 visitatori, ma ne sono arrivati più di 5.000, e abbiamo capito che l’idea era buona”. Lo spunto per l’idea brillante porta i suoi frutti e molti parlano di Friz e delle sue invenzioni fallite.  L’attenzione ottenuta risulta talmente evidente, che l’inventore decide di mettere su un museo delle invenzioni fallite proprio ad Herrnbaumgarten, in Austria.

E così Gall, deciso a sviluppare ulteriormente il museo, è riuscito ad ottenere anche una partecipazione da parte di alcuni enti pubblici, che hanno ritenuto interessante supportare l’idea. Ed ecco servito il successo su un vassoio d’argento.

Le invenzioni che hanno sucitato maggiore interesse sono l’“anonimizzatore portatile”: un rettangolo di cartone nero attaccato ad un asticella che dovrebbe consentire a chi lo usa di occultare la propria identità in pubblico, o delle “matite a prova di errore”, che impediscono di scrivere cose sbagliate perché non hanno la mina (certo, questo impedisce anche di scrivere in senso pratico), o degli spazzolini senza setole, pensati per chi non ha denti (ma scherziamo?).

Questa storia ovvio non puo’ far altro che fare contente tutte le persone che hanno bisogno di credere nella propria volontà. Alla fine anche il fallimento puo’ diventare la chiave per un inaspettato successo; alla fine è solo l’idea che conta; occorre crederci veramente ed avere dedizione costante. L’avere poco talento non puo’ fermare la voglia irrefrenabile di avere degli obbiettivi da raggiungere.



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