Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:07:28

Progetto Google Glass: ce ne parla l’informatico Andrei Paganini


Google Glasses

“La mia risposta al progetto Glass di Google? Homemade smart glasses.”

Andrei Paganini, liceale pisano appena quindicenne con la passione per l’informatica, struttura ed elabora un progetto tutto suo sulla scia delle notizie che cominciano a girare sul web riguardo i futuristici smart glasses di Google, veri e propri personal computer a portata di occhio anziché di mano: tutto ciò che oggigiorno permette di fare uno smart phone sarà offerto e – perché no? – migliorato dall’avveniristico progetto su cui sta investendo ricerche e pubblicità il colosso Google.
Andrei, basandosi su ciò che si legge e si vede su internet, comincia a documentarsi e ad appassionarsi alla questione, che investe ed interessa senza ombra di dubbio, riguardandola in prima persona, la generazione di homines technologici, popolazione che diventa via via più nutrita con il passare del tempo e l’aumentare delle potenzialità offerteci dagli ultimi ritrovati della ricerca e della tecnica. Andrei comincia quindi a rendere nota qualche anticipazione del suo progetto su Facebook, pubblicando foto e aggiornamenti sullo stato della realizzazione pratica di un dispositivo elettronico che ha tutta l’aria di essere una personale ed estremamente valida alternativa a ciò che Google sta per lanciare a Maggio nella versione per gli sviluppatori software.

La risposta di Andrei a Google Glass: Così, quasi per gioco, mi sono posto la sfida di realizzare dei Google Glass prima che venissero distribuiti al mondo

Q : Come hai maturato l’idea di elaborare una tua risposta a Google Glass?

A.P. : Sono venuto a sapere dei Google Glass seguendo dei RSS Feed di siti di rumor, cioè siti dove si parla di tutte le varie indiscrezioni sulle più grandi aziende informatiche ed elettroniche. Mi sono incuriosito, ma la questione mi ha veramente coinvolto guardando una recensione esclusiva di The Verge sui Google Glass: a quel punto ho cominciato a cercare di intuire come funzionassero gli smart glasses. Così, quasi per gioco, mi sono posto la sfida di realizzare dei Google Glass prima che venissero distribuiti al mondo. Mi sono fatto aiutare da mio padre, e sto ancora lavorando alla parte tecnica di questi miei smart glasses. Questo progetto è ancora alle sue prime fasi, ma spero di concluderlo anche solo in parte entro la fine del 2013.

Q : Cosa ti ha fornito lo spunto che ti ha fatto appassionare a questa vasta branca della tecnologia, a metà fra l’ingegneria informatica e l’elettronica?

A.P. : Ho cominciato ad interessarmi in questo vasto campo dalle scuole medie, più precisamente da quando abbiamo acquistato un dispositivo Apple: mi sono avvicinato prima all’informatica e in seguito, per poco tempo, alla robotica; successivamente ho scoperto una sincera passione per l’elettronica, che si è tradotta in interessi riguardo l’informatica-elettronica al liceo.
Frequentando un liceo scientifico, approfitto di ore di informatica facoltative, mentre il resto lo approfondisco da solo nei ritagli di tempo a casa.
La tecnologia mi ha sempre appassionato, fin da piccolo: ho sempre preferito la riproduzione della realtà e le sue innovazioni tecnologiche a mondi fantastici ma surreali nelle mie ore di gioco. Si può dire che la tecnologia è l’ambito in cui sono cresciuto e maturato.

Q : Quali sono i tuoi futuri progetti? Come concili per ora i tuoi studi di scuola superiore con l’informatica e come pensi che li bilancerai più avanti?

A.P. : Per ora sto ancora studiando, ma sono fortemente orientato verso l’ingegneria informatica: la sto già approfondendo da solo nel tempo libero, che purtroppo scarseggia. Spero di poter accedere al più presto a studi accademici di informatica, possibilmente all’estero, ma per ora resto qua a studiare per conto mio compensando il più possibile con la normale vita da liceale.

I futuri sviluppi di Google Glass?

Q : Come pensi che si svilupperà Google Glass? E’ un progetto destinato a rimanere fine a se stesso o assumerà dimensioni ragguardevoli?

A.P. : Google Glass mi sembra un ottimo esempio di come la tecnologia ci possa accompagnare senza distrarci, poichè Google Glass è sempre lì, ma non richiede di essere tirato fuori di tasca, o di distogliere l’attenzione da ciò che si sta facendo per guardare le ultime novità.
Ritengo che Google Glass avrà un grande successo e che sviluppatori di applicazioni di terze parti potranno avere molte opportunità per creare nuove e fantastiche app per semplificare la nostra vita attraverso gli smart glasses, senza che però ne diventiamo schiavi.

Andrei PaganiniIl progetto di Andrei e una riflessione sui futuri sviluppi del digitale

Q : Parliamo un po’ del tuo progetto: Come lo hai strutturato? Hai lavorato interamente da solo? Su quali materiali ti basi e a che punto ti trovi con la realizzazione pratica dei tuoi smart glasses?

A.P. : Parlando del mio progetto, come ho detto prima, mi sono incuriosito, e intuitivamente ho capito il meccanismo dei Google Glass, e dopo aver steso una bozza di come farlo in casa, ho chiesto a mio padre dei prismi di varie forme, misure e trasparenze per vedere quale portava ai risultati migliori. Ho successivamente reperito un paio di occhialini tridimensionali, quelli che danno nei cinema 3D, e ho incollato il display che avevo smontato da una
piccolissima cornice digitale e il prisma, angolando in modo che l’immagine venisse proiettata quasi dentro la retina.
Qui è sorto un piccolo problema, ovvero la messa a fuoco. I nostri occhi non riescono a mettere a fuoco oltre gli 8-9 cm di vicinanza: era chiaro che ciò di cui avevo bisogno era una lente – cosa che ai Google Glass non serve, poiché utilizzano un picoproiettore che riesce a dirigere un fascio di luce precisamente sulla retina, apparendo così sempre a fuoco –, e quindi, per mantenere contenute le dimensioni dei miei smart glasses, ho dovuto adottare una lente di Fresnel. Lavorando sulle varie focali di più lenti di Fresnel sto cercando di ottenere la focale perfetta che permetta di avere a fuoco sia lo schermo – che si trova in questo caso a meno di 1 centimetro – sia lo sfondo che può arrivare fino a distanza infinita.
Al momento per concludere la parte hardware del progetto manca dunque solo la lente di Fresnel. Per quanto riguarda il software sto lavorando e studiando sul linguaggio di programmazione Java e Objective C.

Q : Cita una cosa che ti ha veramente colpito della realtà aumentata e di Google Glass e una cosa che invece cambieresti se fossi nel team di Google Glass.

A.P. : Mi ha colpito molto l’accurato riconoscimento vocale dei Google Glass – che, essendo l’unica forma di input, deve essere ovviamente accurata –, mentre detesto la vocina di risposta di Google Glass, che sembra quasi non abbia tono!
Siri, l’assistente vocale di Apple, riesce ad avere l’attenzione del pubblico proprio grazie al fatto che appare umana.

Q : Cosa significa per te il progetto a cui ti stai dedicando?

A.P. : I miei smart glasses rappresentano, in ultima istanza, il prototipo di quello che spero sarà il futuro dell’informazione e della comunicazione digitale.

Q : Cosa prevedi nel futuro dell’informazione e del digitale, e cosa invece vorresti che accadesse?

il futuro della tecnologiaA.P. : Prevedo che un giorno la tecnologia ci aiuterà grandemente, semplificando la nostra vita – come già del resto sta facendo –, ma ci renderà anche schiavi, tanto da perdere la nostra autonomia. Mi piacerebbe invece che la tecnologia restasse un qualcosa di passivo, che ci fosse solo al momento del bisogno e non che si ponesse come una costante interfaccia, un filtro fra Uomo e Mondo.

Q: Per te avanzamento tecnologico è sinonimo di miglioramento?

A. P. : Secondo me l’avanzamento tecnologico è ormai indispensabile e porterà sempre a un miglioramento, anche se non subito apparente. Condurrà ad un miglioramento in quanto andando avanti si dovrebbe imparare dagli errori della tecnologia precedente, rendendola quindi sempre più efficace.

Q : Ci salutiamo con la fatidica domanda: sei un tipo da Android o da Apple?

A. P. : Sono un tipo da tutti e due: riesco a conciliare bene i due sistemi operativi, che, nonostante tutto, condividono aspetti estremamente simili.

Attendiamo dunque ulteriori sviluppi da questo giovane ed intraprendente progetto, che senza dubbio è esemplare per chiunque voglia dire la sua e farsi sentire in un mondo sempre più orientato alla globalizzazione dell’informazione ed alla digitalizzazione dei contenuti.

Tutta la Redazione di Studionews24 ringrazia Andrei Paganini per la sua disponibilità, porgendogli inoltre i migliori auguri per un florido e proficuo futuro nell’informatica.



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