Martedi, 25 luglio 2017 - ORE:16:52

Stelle, perchè oscurarle?


Le stelle, migliaia di puntini luminosi che ci osservano silenziose da la su da migliaia di anni, sono definite come sfere di gas che brillano di luce propria e che proprio come noi nascono e muoiono.
Vivono in media10- 12 miliardi di anni e anche più, e raggruppate insieme formano le costellazioni.
Vengono chiamate anche fisse perché anticamente si pensava non si spostassero, ma in seguito è stato scoperto che queste si muovono, anche in maniera veloce, ed è in realtà a causa della distanza che ci appaiono lente nel muoversi. Fra le stelle a cui siamo abituati a pensare troviamo la stella cadente che però non ha niente a che fare con una vera stella. Non sono altro che meteoriti che cadendo nella nostra atmosfera bruciano e formano questa scia luminosa.

La stella più vicino a noi è ovviamente il sole ed è anche il corpo più grande del sistema solare. Alcuni popoli del passato credevano che il Sole fosse una divinità. Non volevano che il dio fosse arrabbiato con loro, e per farlo contento gli offrivano dei doni.
Tutti gli oggetti che si trovano nel cielo si chiamano corpi celesti e l’insieme di alcuni di questi corpi celesti legati dalla reciproca forza di gravità, formano la galassia. Il termine galassia ha un origine greca e significa via lattea e deriva da un episodio piuttosto noto della mitologia greca.

Zeus, invaghitosi di Alcmena, dopo avere assunto le fattezze del marito, il re di Trezene Anfitrione, ebbe un rapporto con lei, che rimase incinta. Dal rapporto nacque Eracle, che Zeus decise di porre, appena nato, nel seno della sua consorte Era mentre lei era addormentata, cosicché il bambino potesse bere il suo latte divino per diventare immortale. Era si svegliò durante l’allattamento e realizzò che stava nutrendo un bambino sconosciuto: respinse allora il bambino e il latte, sprizzato dalle mammelle, schizzò via, andando a bagnare il cielo notturno; si sarebbe formata in questo modo, secondo gli antichi Greci, la banda chiara di luce nota come “Via Lattea”.

La via lattea è la galassia che ospita il nostro sistema solare e guardando in cielo vediamo che è una striscia bianca che taglia in due il firmamento, ma con le luci della città è diventato difficile vederla.
Quando l’uomo altera la quantità naturale di luce presente, immettendo luce artificiale, produce una forma di inquinamento chiamata inquinamento luminoso.
L’inquinamento luminoso oltre a creare disturbo agli animali e alle piante crea uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri e quindi la possibilità di vedere le stelle e gli altri corpi celeste. A New York nel novembre del ‘65 ci fu un black out, e quando tutte le luci della grande mela si spensero, alcune persone guardando in cielo videro delle palle di fuoco che non erano altro che le stelle, ma spaventate dalla novità di quel cielo stellato le scambiarono per l’arrivo degli ufo.
Ciò ci dimostra che non solo l’uomo ha perso l’interesse ad alzare la testa per vedere quel velo luccicante di stelle che si posano su quel magnifico sfondo blu, ma ha fatto sì che venisse oscurato. Ridurre l’inquinamento si può, e non significa spegnere le luci, ma farne un uso corretto senza danneggiare le persone e l’ambiente.
Così potremmo nelle sere tranquille uscire di casa e sollevare lo sguardo.
E come disse Confucio:
“Le stelle sono buchi da cui filtra la luce dell’infinito.. perché oscurarle?”



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