Lunedi, 23 ottobre 2017 - ORE:09:09

Antibiotici: a cosa servono e come si usano

antibiotici

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Cos’ è un antibiotico?

Antibiotico deriva dal greco “anti” e “bios”, cioè contro la vita: questo ci dice già contro quali microrganismi questi farmaci sono efficaci, cioè contro i batteri.

I virus non risentono minimamente della presenza di antibiotici, perché richiedono farmaci specifici detti appunto antivirali, così come i funghi hanno bisogno di antimicotici. Attenzione quindi a non confondere le tre classi di microrganismi: non tutto quello che ci fa ammalare è un batterio, quindi non sempre gli antibiotici servono. Questo significa che ad esempio per l’influenza gli antibiotici non vanno bene, perchè questa è determinata da un virus.

Cosa succede se prendo l’antibiotico quando non ho una infezione batterica?

Prendere antibiotici in maniera sbagliata ha varie conseguenze. Intanto l’infezione chiaramente non si risolve perché il farmaco somministrato è sbagliato.

Poi bisogna tenere presente che nel nostro organismo abbiamo una flora batterica che risente degli antibiotici e ne viene alterata: un eccessivo consumo di antibiotici è stato collegato a malattie intestinali perché la flora batterica alterata non riesce più a bloccare efficacemente i batteri patogeni provenienti dall’esterno.

Infine, eccedere con gli antibiotici crea fenomeni di resistenza. I batteri sono organismi furbi: quando incontrano un antibiotico attivano meccanismi di resistenza che permettono loro di sopravvivere al farmaco, facendo sì che la percentuale di batteri resistenti agli antibiotici oggi in commercio sia sempre maggiore. Questo significa che ci ammaleremo sempre di più, soprattutto i bambini, e che le infezioni saranno sempre meno curabili.

Quanto tempo va preso un antibiotico?

Per legge ogni scatola di antibiotico contiene un ciclo terapeutico completo, il che significa che se avete in casa una scatola di antibiotico cominciata e non finita significa che lo avete usato male.

Un fenomeno comune è infatti quello di cominciare a prendere un antibiotico e poi interromperlo non appena i sintomi scompaiono perché “le medicine fanno male al fegato, tanto ora sto bene e non lo prendo più”. Errore gravissimo. Il fatto che i sintomi siano scomparsi non significa che lo sia anche il batterio: se il medico vi prescrive una antibiotico per 5 giorni significa che solo dopo 5 giorni il batterio se ne sarà andato, non prima.

Quello che si rischia interrompendo in maniera impropria un antibiotico, infatti, è che i batteri che ancora non erano stati eliminati riprendono a crescere e l’infezione di ripresenta. A quel punto però lo stesso farmaco non sarà più efficace, perché i batteri sono diventati nel frattempo resistenti: la ricerca di una terapia adatta diventa quindi più difficile.

Assunzione responsabile

Anche se ormai ci siamo talmente abituati ai farmaci da non considerarli con la giusta serietà, prendere antibiotici non è uno scherzo. Come si rispettano gli ordini del medico quando si prendono farmaci per l’ulcera o per la pressione, anche per gli antibiotici bisogna evitare di fare di testa propria. Pena un aumento incontrollabile delle infezioni, anche mortali, nel prossimo futuro.



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