Domenica, 20 agosto 2017 - ORE:06:05

Il primo dei quattro falsi miti sul cancro

falsi miti sul cancro

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I falsi miti sul cancro sono dovuti alla misinformazione

Le molte idee sbagliate sul cancro sono frutto di una scarsa informazione e di preconcetti difficili da eradicare. Obiettivo di questa giornata è infatti anche quello di sfatare quattro falsi miti sul cancro, per contribuire a rendere tutti più consapevoli di una realtà tutt’altro che lontana.

Mito 1: Non c’è bisogno di parlare del cancro

FALSO. Falso, falso e ancora falso.

Parlarne con gli altri

La diagnosi di cancro è una delle peggiori che si possono ricevere, che getta il paziente nel più profondo sconforto: il supporto psicologico è quindi fondamentale, perché la persona non si senta sola ad affrontare la malattia.
Parenti, amici, colleghi di lavoro, chiunque può contribuire ad alleviare la sofferenza, almeno psicologica, di chi si è ammalato di cancro, anche solo parlandone: non è relegando la malattia nell’ombra che si può sconfiggere, ma solo affrontandola direttamente.

Il rapporto con il medico

Ma c’è chi può contribuire ancora di più in questo: il medico. Spesso, per i medici i malati sono soltanto pazienti: si scordano di avere di fronte delle persone, con i loro sentimenti e la loro sofferenza, e li riducono a numeri e casi clinici.
Sentire di essere trattato come una persona, e non un oggetto da spedire da un reparto ad un altro, è fondamentale! Instaurare un rapporto di fiducia con il proprio medico è il primo passo per accettare il cancro e riuscire a condividere questa accettazione con altri.

Per non dimenticare

David Jay è un fotografo di moda, che nel 2013 ha dato inizio al progetto “The SCAR Project”, fotografando più di 100 donne con il cancro al seno:

“The SCAR Project fa parte di una campagna di prevenzione del cancro al seno dedicata soprattutto alle più giovani. Ma il messaggio più profondo è un messaggio d’umanità. Accettare ciò che la vita ci offre. Tutta la bellezza e la sofferenza, con grazia, coraggio, empatia, comprensione. In fin dei conti, The SCAR Project non si occupa solo di cancro al seno ma della condizione umana in sè. Le immagini vogliono trascendere la malattia, illuminare le cicatrici che ci uniscono”

Queste sono foto di donne che hanno avuto il coraggio di mostrarsi nella loro debolezza, dimostrando al mondo intero la forza di reagire e la volontà di parlare di una realtà che molti preferiscono nascondere sotto un velo di ignoranza e pregiudizi.
Nessuno deve essere dimenticato: in una società in cui emerge chi è bello e sano, non ci dobbiamo mai dimenticare di chi sta male, di chi lotta ogni giorno contro farmaci che distruggono il suo corpo, di chi si vede mutilato perché privarsi di parti del proprio corpo è l’unico modo per salvarsi la vita.

Non parlare del cancro significa ignorare queste persone, far finta di non vedere vite che si spengono quando, per salvarle, forse sarebbe bastata un po’ più di attenzione da parte di tutti.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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