Venerdi, 18 agosto 2017 - ORE:03:14

Ecco alcune terapie per curare l’autismo

curare l'autismo

curare autismo

Per curare l’autismo bisogna prima conoscere bene la sua natura

70 anni fa lo psichiatra Leo Kanner coniò il termine “autismo infantile precoce” per intendere una patologia neuropsichiatrica fortemente invalidante: i bambini affetti vivono in una “bolla”, isolandosi dal mondo e rifuggendo ogni contatto umano.

Se apparentemente la questione sembra semplice, in realtà non lo è affatto: i sintomi sono talmente variabili da permettere di parlare di “disordini dello spettro autistico” e le cause non sono ben definite.

L’autismo viene infatti definito come una patologia genetica ma i geni coinvolti non sono ancora stati chiariti: un recente studio americano ha permesso di restringere le possibili mutazioni a 15 varianti del numero di copie (cioè aggiunte o delezioni di zone di DNA contenti un grande numero di geni), ma da qui a identificare chiaramente i fondamenti genetici della malattia la strada è lunga.

Ma trovare una terapia non è semplice

Una così scarsa conoscenza dei meccanismi della malattia fa sì che anche la terapia si presenti difficoltosa. Terapie comportamentali mirate sfruttano la flessibilità del cervello dei bambini per insegnare loro a cambiare: se l’attenzione di un bambino autistico è catturata più da un giocattolo che dal viso dei genitori, i terapisti cercano di invertire il invertire il fenomeno, insegnando al bambino a guardare negli occhi i genitori o a intrattenere relazioni con gli altri.

ossitocina

Un aiuto arriva dalla Biologia: l’ossitocina per curare l’autismo

Un forte aiuto ai terapisti arriva della biologia: conosciuta da tempo come l’ormone che prepara l’utero della donna al parto, l’ossitocina ha acquisito recentemente un ruolo nelle relazioni interpersonali meritandosi il nome di “ormone dell’amore”. Essa sarebbe infatti coinvolta nel legame emotivo che si instaura tra due persone, costituendo quindi un valido aiuto alla terapia psicologica: è stato infatti dimostrato che la iniezione intranasale dell’ormone in bambini autistici, che presentano livelli inferiori al normale, li predisporrebbe all’aiuto del terapista, accelerando i temi di recupero e migliorando l’efficacia della terapia stessa.

Le staminali funzionano?

Una terapia innovativa e ancora in fase di studio usa le cellule staminali: quanto riporta dalla rivista Le scienze, n 544, queste vengono indotte in vitro a differenziarsi in cellule cerebrali e quindi trattate con farmaci. Si potrebbe in questo modo determinare quali farmaci aiuterebbero meglio ogni paziente a affrontare i suoi sintomi.
Se, infatti, alcuni farmaci già in commercio controllano l’ansia e la depressione che affliggono questi bambini, nessuno si è ancora dimostrato in grado di agire sui sintomi fondamentali, che sono anche i più soggetti a variazioni individuali: linguaggio, problemi di socialità e gesti ripetitivi.
Farmaci personalizzati potrebbero invece aiutare questi bambini a rispondere al meglio alla terapia psicologica, facendoli finalmente uscire dalla loro “bolla”.



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